Intolleranza ai lieviti: sintomi, rimedi e dieta

L'intolleranza alimentare al lievito è, purtroppo, piuttosto diffusa. Eruzioni cutanee e problematiche all'apparato gastrointestinale sono i sintomi prevalenti. Ma alcuni pazienti possono andare incontro anche a sintomi a carico dell’apparato respiratorio, come riniti con starnuti, asma e infiammazioni. Non mancano episodi di cefalee, causata dalle sostanze che si trovano nel lievito e che provocano continue vasodilatazioni e vasocostrizioni, responsabili della sensazione di dolore. Gli alimenti che vengono mal sopportati dal nostro organismo devono essere eliminati dalla dieta, almeno in una prima fase, per poi essere pian piano reintrodotti. In questo modo il soggetto viene riabituato al consumo degli stessi. Si tratta di quella che viene definita "dieta ad esclusione" che, tuttavia, può essere portata avanti soltanto dopo un'attenta analisi. Quest'ultima deve condurre all'individuazione dei cibi responsabili della stessa intolleranza Tra essi ci sono sicuramente pizza, pane, grissini, ma anche alcolici come vino e birra. 

Una dieta che combatta l'intolleranza alimentare al lievito deve escludere tutti i cibi responsabile di una reazione da parte dell'organismo. E' bene quindi mangiare cereali integrali, verdure, proteine fresche. La frutta deve essere mangiata con moderazione poichè contiene una percentuale non bassa di zuccheri. Per quanto riguarda i prodotti da forno, essi possono essere consumati purchè non siano stati preparati con il lievito. Si possono quindi utilizzare farine di patate, mais o soia. Si consiglia l'assunzione di riso integrale, di pesce fresche, di carne di pollo. Bisogna evitare la maggior parte dei formaggi, dei latticini non freschi, del latte pastorizzato. Possono provocare reazioni e episodi di intolleranza anche funghi, caffè, cioccolato, cibi speziati e dolcificanti artificiali. 

Inoltre potrebbe essere utile limitare fortemente il consumo di cibo per qualche giorno: una dieta depurativa aiuta l'organismo a rigenerare l'apparato digerente. Accanto ad un'attenta alimentazione, il paziente a cui è stata diagnosticata, attraverso un test medico, l'intolleranza alimentare deve cercare di condurre una vita sana e fare sport: la pratica sportiva aiuta il metabolismo dell'organismo. 

Infine, è bene che il soggetto sia costantemente seguito da un medico specialista. Le intolleranze alimentari devono essere tenute sotto controllo. Dopo i primi 3 mesi di dieta depurativa associata a quella ad esclusione, il medico dovrà valutarne gli effetti. Se il paziente mostra significativi miglioramenti, è possibile valutare la reintroduzione di alcuni alimenti che contengono lievito. Procedendo lungo questo percorso "a tappe", l'organismo del paziente si può riabituare ad ingerire parte o tutti i cibi con lievito, risolvendo parzialmente o totalmente la propria intolleranza alimentare ai lieviti.