Un cane che si morde la coda

 

Ricordo di aver ascoltato per radio anni or sono, un racconto istruttivo. Non ne rammento il titolo né l’autore. Ma era famoso. Trattava di un giovane medico, fresco di laurea che, stabilitosi in un villaggio di contadini, aveva trovato tutti (e dico tutti) in buona salute. Senza alcuna malattia conclamata. Ed aveva cominciato a contattare gli abitanti del villaggio presentandosi e chiedendo loro da quanto era che non venivano visitati da un medico, che non avevano fatto un vaccino, un controllo del sangue, della pressione, della vista etc.etc. etc. E si dava da fare per convincerli della necessità di accertarsene per rimanere in salute. Aveva instillato il “germe” della malattia! Non mancò molto tempo che tutti (e dico tutti) gli abitanti de l villaggio erano diventati suoi pazienti. Più che esserlo, si sentivano, malati e, a forza di prendere medicine – di cui non avevano alcun bisogno – si ammalarono veramente! E quel medico divenne ricco, rispettato e osannato. Si era abilmente “costruito” i suoi pazienti!

Evidentemente quella situazione letteraria ha avuto un seguito reale. Si è allargata a macchia d’olio. Così è nata l’industria italiana più importante. Un regno nel quale molti guadagnano e non sempre lecitamente. Probabilmente, come in quel villaggio di fantasia, si è diffusa in ciascuno di noi la sensazione di insicurezza sulla propria salute, sapientemente instillata da chi era ed è interessato. In modo anche subdolo, giocando sulla paura di ammalarci. Puntando sulla nostra ipocondria innata. La Sanità è così esplosa negli anni ed è divenuta l’azienda italiana più elefantiaca e costosa; che necessita di un Ministero ed oltre 20 Regioni per gestirla. Che assorbe un fetta enorme del nostro PIL. Che ci costa un botto di tasse! Con più medici, infermieri, portantini e personale istituzionale e impiegatizio di quanti, forse, ne servirebbero. L’industria del farmaco è es plosa. La casta dei baroni si è ampliata e incombe sul settore. Una miniera di danaro per molti e non sempre trasparente.

D’accordo che la vita media si è allungata di molto rispetto a molti anni fa e, da anziani, siamo più fragili e preda delle malattie (spesso a causa di una nutrizione sbagliata).

Capisco che l’igiene si sia giustamente diffusa, che il monitoraggio sia necessario per le statistiche, che i vaccini ci salvaguardino in caso di epidemie, che sulfamidici, antibiotici, pace-maker, robot ed altri presidi abbiano salvato e salvino ancora molte vite, ma stiamo diventando tutti ipocondriaci! Gli screening ci inseguono minacciosi; nel dubbio di ammalarci ci controlliamo in continuazione. Prendiamo sempre più spesso farmaci, parafarmaci, integratori, antibiotici a più non posso. E molti sono inutili se non addirittura nocivi. E tutti i medicinali hanno degli effetti collaterali creando, anche intolleranze, allergie ed altri malanni.

Già 2500 anni fa i medici ed i filosofi sostenevano “Fa che il tuo cibo sia la medicina e non la medicina il tuo cibo”, “l’uomo è ciò che mangia”, “il nostro corpo è composto degli stessi elementi che sono presenti negli alimenti naturali dei quali ci nutriamo” e sostenevano che l’alimentazione sana fosse la vera soluzione contro le patologie. Ma sembra che lo abbiamo dimenticato. Oggi la percezione della centralità del cibo nella nostra vita, soprattutto nella prevenzione delle malattie è andata perduta. C’è voluta la conferma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per ricordarcelo. Nel 2010 ha sancito che il 75% delle malattie (settantacinquepercento!) dipende proprio da quello che mangiamo (di sbagliato) per una vita Ed ha appena cominciato ad elencare quali cibi causano il cancro (soprattutto le carni rosse lavorate).

Iniziative come Cibisaniegenuini siano le benvenute. Selezionano severamente gli alimenti che troviamo nei supermercati, ci aiutano a scegliere quei prodotti che, giocando meno sul confezionamento di designer, sul conclamato (e costoso) battage pubblicitario, si fanno preferire perché utilizzano ingredienti sani, genuini e a chilometro zero. Per questo molti dei prodotti scelti e citati da Cibisaniegenuini sono poco conosciuti, provengono da piccole aziende che puntano più su sostanze naturali e meno additivate che sul marketing e, per questo, spesso, risultano più convenienti e più salutari.

Marco Biffani