Smettere di fumare: i consigli che fanno la differenza

 

Secondo l’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto superiore di sanità che ha collaborato con Doxa in questa ricerca, in Italia muoiono ogni anno per tabagismo tra le 70mila e le 83mila persone. Solo nel Belpaese, ogni giorno sono quasi 11 milioni le persone che fumano sigarette, con una percentuale maggiore nel sesso maschile. 3 fumatori su 4, inoltre, fumano più di 10 sigarette al giorno. Chi fuma tutta la vita ha il 50% di possibilità in più di morire entro i 54 anni di patologie direttamente correlate al vizio del fumo. Numeri e dati da capogiro se pensiamo  che questo discorso, ampliato a livello mondiale, porta ad un  altro dato che, da solo, fa venire i brividi: a causa del fumo ogni 6 secondi una persona perde la vita.

Nonostante queste informazioni potrebbero bastare, da sole, a far desistere dal questo vizio così insano, come molti sanno smettere di fumare è decisamente più complicato. In molti casi, infatti, nonostante una convinzione apparentemente forte, basta un periodo di forte stress per cedere nuovamente al vizio e ricominciare a fumare anche più di prima.

Chi ha però compreso che i danni del fumo superano di gran lunga l’effimera sensazione di piacere che una sigaretta può concedere, deve assolutamente studiare una strategia efficace per riuscire nell’impresa e potersi liberare una volta per tutte dall’ossessione del fumo. Come fare? Ecco alcuni consigli che potrebbero davvero fare la differenza.

  1. Tenere un diario

Potrebbe sembrare banale, in particolare a chi ha sempre troppo poco tempo a disposizione e poca dimestichezza con la scrittura, ma tenere un diario dei giorni che passano senza fumo è importantissimo per riuscire nell’intento di smettere definitivamente di fumare. Per i “meno fantasiosi” che a questo punto si chiederanno cosa scrivere, la risposta è: non limitatevi ad appuntare data dell’anno e giorni di astinenza dal fumo ma approfittatene per tirare fuori, seppure in poche righe, sentimenti positivi o negativi che questa scelta sta avendo nella vostra vita. Può trattarsi di frustrazione, di compiacimento verso se stessi, di semplice noia perché inizialmente sembra difficile riempire i momenti senza sigaretta tra le mani: qualunque cosa sia, scrivetela ed imparate a rileggervi a distanza di giorni e settimane per comprendere l’evoluzione del percorso;

  1. Imparare a gratificarsi

Sebbene smettere di fumare sia di per sé un enorme passo in avanti per stare in salute e vivere meglio, per molti potrebbe essere necessario pianificare una gratificazione da concedersi al raggiungimento di determinati step, un po’ come facciamo col nostro cucciolo dandogli una carezza o un croccantino quando fa bene qualcosa. Si tratta in qualche modo anche in questo caso di creare nuove connessioni cerebrali nelle quali l’idea di gratificazione non sia più associata all’immagine di una sigaretta. Per fare ciò è possibile scrivere sul proprio diario la ricompensa che ci si intende dare dopo un mese, due mesi, tre mesi e così via fino ad un anno o due dopo aver smetto stabilmente di fumare. Sulla ricompensa da concedersi non ci sono limiti alla fantasia. Tutto dipende dai gusti personali: può trattarsi di una giornata in SPA, di una cena romantica fuori, di un massaggio rilassante o addirittura di un piccolo viaggetto. In fondo, se ci pensate, con tutti i soldi che inizierete a risparmiare non dovendo acquistare sigarette è davvero possibile concedersi qualche piccolo lusso qualche volta senza incidere sul budget familiare;

  1. Trovare un “buddy” che vi assista

Avere al proprio fianco qualcuno che vi assista e vi supporti nell’astinenza dal fumo è necessario per molte persone, in particolare nei primi tempi dopo aver smesso di fumare che sono notoriamente i più complicati ed anche quelli nei quali cadere in tentazione è più semplice. La spalla d’appoggio potrebbe essere un familiare, un collega, un amico o, ancor meglio, qualcuno di molto vicino che ha deciso di intraprendere lo stesso percorso. In questo modo l’uno sarà il supporto psicologico dell’altro e il vecchio adagio potrà trasformarsi in “bene comune, doppio gaudio”.