Disturbo da alimentazione incontrollata

Cos'è

Il disturbo da alimentazione incontrollata è un vero e proprio disturbo alimentare caratterizzato da episodi di assunzione di cibo in quantità esagerate e in un arco di tempo ridotto, ai quali non segue però alcuna manovra di espulsione.

La persona affetta dal disturbo noto anche come  BED (sigla inglese, Binge Eating Disorder) è spesso obesa e questo trae in inganno, non permettendo l'elaborazione della corretta diagnosi, infatti spesso si rivolge al dietologo torino per normali problemi di sovrappeso. Non è possibile quindi stimare una corretta percentuale di incidenza della malattia, tuttavia si può affermare che il 3% della popolazione soffre di questo disturbo e che colpisce maggiormente il sesso femminile.

Come si manifesta

Il disturbo da alimentazione incontrollata si manifesta in genere con le cosiddette abbuffate e cioè con l'ingerire un'eccessiva quantità di cibo in un tempo limitato; questi impulsi possono ripetersi anche più volte in una settimana ma l'aspetto più grave è che al termine di questa ingurgitata frettolosa la persona avverte non solo una sensazione fisica di pienezza ma anche una complessa sensazione psicologica di perdita del controllo, di vergogna, di disgusto e disagio verso se stessi.

Quali sono le cause

Non è facile definire un solo fattore responsabile dell'insorgenza del problema alimentare; esistono una serie di condizioni personali, fisiche e di personalità.
Si passa dalla storia fallimentare di diete dimagranti a caratteristiche specifiche di personalità:
nello specifico si tratta di vulnerabilità individuale, noia, depressione e ansia (provenienti da problemi personali, dal passato, da situazioni familiari critiche) che scatenano la perdita di controllo e interferiscono di conseguenza nella qualità della vita e nel benessere della persona. Il più delle volte ci si trova di fronte a soggetti che si colpevolizzano, isolano e rassegnano alla vita.
É frequente che le abbuffate rappresentino la giusta risposta al  sentirsi soli, abbandonati, pensando di non avere nessun valore e di sentirsi inadeguati nella maggior parte delle occasioni.

Come si cura

Dal punto di vista terapeutico il trattamento curativo consigliato è quello che combina l'educazione alimentare alla psicoterapia. Di fatti, la terapia dietetica ha efficacia solo se vengono individuate e affrontate le cause emotive che risiedono dietro al momento dell'abbuffata.
Per quanto riguarda l'apporto di cibo, la dieta sarà sicuramente bilanciata e personalizzata: in generale però si prevede un apporto lipidico ridotto, più carboidrati complessi e un consumo moderato di proteine.
La psicoterapia invece, ha l'obiettivo di far riconoscere al paziente il significato più generale del suo disagio di modo che possa comprendere che il cibo non deve essere considerato uno strumento per affrontare i problemi, ma che invece ci vuole impegno e costanza e forza per risolvere ogni difficoltà che gli si presenta davanti.
La terapia complessiva mira a modificare l'idea che il peso o le forme corporee siano il principale fattore in base al quale si misura il proprio valore personale.